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Come fare SEO nel 2021?

Per me fare SEO nel 2021 significa prima di tutto scrivere contenuti di qualità e inserirli all’interno di un buon sito, veloce e responsive.

Il Covid-19 e la pandemia però, hanno sicuramente influito su tutto il mondo della search engine optimization, inutile negarlo.

Per come la vedo io, il covid-19 è però solo uno degli elementi che influenzerà il modo di fare SEO nel 2021. Questo perché il processo di cambiamento iniziato da Google era già in atto almeno dall’aggiornamento del 1° agosto 2018.

Il Covid-19, infatti, non sarà l’unico elemento che influenzerà la SEO nel 2021, anche l’arrivo del Page Experience Update, che trasformerà in fattore di ranking i segnali web essenziali, promette di creare non pochi grattacapi ai proprietari di siti web.

Intento di ricerca, crescita dell’e-commerce, minori investimenti pubblicitari, intelligenza artificiale e qualità dei contenuti come fattore di ranking, sono alcuni dei tanti elementi che, dopo aver influenzato la SEO nel 2020, continueranno a farlo anche nel 2021.

Il Covid-19 come Intento di ricerca

Prima di leggere questo paragrafo, se non sai cosa sia l’intento di ricerca o “Search Intent”, ti consiglio di leggere questo mio post:

Che cos’è l’intento di ricerca (search intent)?

Il covid-19 ha pesantemente influenzato la SEO nel 2020 e continuerà a farlo nel 2021, tanto che il Covid-19 è stato definito anche “un nuovo intento di ricerca”.

Affermare che il Covid-19 sia un intento di ricerca, però, non è tecnicamente corretto, nonostante abbia praticamente monopolizzato le ricerche degli italiani.

Gli utenti non solo hanno cercato da subito informazioni sul Covid-19, ma hanno iniziato ad effettuare ricerche correlate in base al settore di riferimento.

In poche parole, l’utente vuole sapere se il prodotto o il servizio che vendi è stato in qualche modo influenzato dalla pandemia o dalla quarantena.

Per rispondere alle ricerche degli utenti, i vari “Content Manager”, “Marketing Manager” o, più semplicemente, “Proprietari di siti”, hanno creato almeno una pagina dedicata al Covid-19 o una sezione all’interno delle FAQ.

Se ci fai caso, è raro trovare un e-commerce che non scriva da qualche parte “Stiamo lavorando in sicurezza”. Oppure, nel caso del settore turistico, oggi i viaggi vengono quasi sempre venduti con una polizza viaggio per l’annullamento o la cancellazione.

Oggi gli utenti non cercano più solo il tuo prodotto o servizio, ma lo cercano anche in relazione al covid-19.

Anche il mio settore è così. Da quando è iniziata la pandemia, il web si è riempito di contenuti che, in sostanza, dicono “Come fare marketing al tempo del Covid-19”.

La Search Engine Optimization nel 2021 dovrà tener conto del Covid-19, che sarà senza dubbio uno degli elementi più importanti da tenere sotto controllo.

Quando mi sono reso conto di questo, poco dopo la messa in quarantena su tutto il territorio italiano, è venuto fuori un altro grande problema, ovvero recuperare dati di traffico e ricerca inerenti al Covid-19.

Non ci sono dati sul Covid-19 per la SEO

Per evitare che si potesse speculare sulla pandemia, Google ha messo diversi vincoli alla SEM collegata al Covid-19.

Se infatti provi a inserire la parola “Covid” o “Coronavirus” all’interno dello strumento di pianificazione per le parole chiave di Google Ads, non otterrai alcun dato sul traffico generato da queste parole chiave.

Inserendo invece l’argomento “Covid-19” su Google Trends, è possibile ottenere qualche dato.

google trends covid

Quando mi sono trovato a dover creare contenuti inerenti al covid-19 per i miei clienti, sono riuscito però a trovare dati di ricerca utili.

Mi è bastato collegarmi su Google Search Console e inserire come filtro la query “Covid” o “Coronavirus”.

search console covid

In questo modo, ho potuto vedere come le buyer persona cercassero contenuti riguardanti la pandemia.

Attenzione: se tu non hai neanche una pagina che parla del Covid-19, potresti non trovare dati su Search Console.

Una volta individuate le parole chiave, ho iniziato ad analizzare l’intento di ricerca e a creare contenuti dedicati.

Non si possono acquisire nuovi clienti

Per molti settori, come per esempio il travel o le palestre, acquisire nuovi clienti è diventato quasi impossibile. Per altri, come la ristorazione, è più complicato a causa del continuo passaggio tra zone gialle, arancioni e rossi.

In generale, quasi per qualsiasi settore, c’è stato un calo delle vendite, che si è quasi sempre tradotto con un calo degli investimenti nel marketing.

Questo contesto non è l’ideale per Pay per Click, pertanto molte aziende hanno ripiegato sulla SEO.

La SEO richiede più tempo per portare benefici, il ché non è un problema visto che al momento le vendite sono ridotte.

Inoltre, con la SEO è possibile investire sul brand, creando contenuti e aumentando la propria visibilità, così da tornare più forti quando il potere d’acquisto medio tornerà a salire.

In conclusione:

  • Usare la SEO per strategie di acquisizione clienti a lungo termine
  • Usare la SEO per aumentare la notorietà del brand

La SEO è solo una parte del Marketing

Anche questo punto è molto importante. Continuare a vedere la SEO, o la PPC, come sistemi indipendenti è profondamente sbagliato.

Chi come me si trova in questo campo da più di 10 anni, avrà certamente notato che acquisire nuovi clienti è sempre più difficile e dispendioso.

Pensare di fare SEO senza utilizzare una newsletter e un CRM, è sbagliato, e lo stesso vale per la PPC o per l’utilizzo di influencer.

La costante crescita dell’e-commerce sta portando il marketing a un nuovo livello, ma il 2021 è solo un anno di transizione, come probabilmente lo sarà anche il 2022.

Sarà sempre più difficile essere primi sui motori

Quello che ritengo molto probabile, è che potremmo arrivare al punto che solo i contenuti migliori potranno avere visibilità, così come solo i siti migliori.

In realtà è già così ma potrebbe avvenire un sostanziali cambiamento legato all’intento di ricerca.

Se andiamo a stringere, l’e-commerce è collegato a 2 tipi di ricerca:

  • Ricerca per comprare
  • Ricerca per trovare informazioni su cosa comprare

Se siti come Amazon, ovvero marketplace, continueranno a crescere, è plausibile pensare che le parole chiave con un volume di ricerca molto anno, come “Abbigliamento online” o anche “Assicurazioni”, potrebbero prediligere come risultati siti come Amazon e Facile, ovvero marketplace per l’intento investigazione.

Gli utenti quindi, non dovranno più puntare su parole chiave con un grande volume di ricerca, ma su parole di nicchia, come scarpe di pelle, assicurazione auto, orologi di lusso, birra artigianale e così via.

Per vendere online invece, bisognerà proporre prodotti innovativi, diversi dalla massa, soprattutto se non si vuole entrare nel circuito dei grandi marketplace come Amazon.

Puntare sulle code lunghe

Prima di procedere oltre, ti potrebbe essere utili leggere il mio articolo “Parole chiave a Coda lunga: una strategia SEO vera e propria”.

Fare SEO è più complicato che mai, non solo perché ogni giorno nascono nuovi competitor, ma anche perché spesso le persone non sanno scegliere le proprie battaglie.

Provo a far un esempio.

Se vuoi vendere integratori alimentari, il tuo istinto sarà provare a posizionarti con la parola chiave “Integratori alimentari”, che ha un volume medio mensile di circa 14000 ricerche.

Raggiungere la prima pagina su Google sarà veramente complesso, soprattutto se sei una startup e non hai 100.000 euro da spendere.

Molto più sensato investire su parole chiave con un volume di ricerca più basso, come:

  • Integratori alimentari palestra -> 170 ricerche mensili
  • Migliori integratori alimentari -> 140 ricerche mensili

Per altri settori invece, consiglio di rimanere in ambito locale, per poi espandersi in un secondo momento.

Questo vale per i “Prodotti tipici”. In questo settore, l’istinto di molti marketing manager è di vendere prodotti provenienti da ogni parte d’Italia. Questa non è un’idea sbagliata, ma molto dispendiosa e complessa.

Molto più semplice ed economico, invece, iniziare con il vendere prodotti locali solo pugliesi, solo laziali o anche solo romani.

In questo modo, potrai studiare una strategia SEO efficace che, una volta trovata, dovrai semplicemente replicare per gli altri territori.

I segnali web essenziali

I segnali web essenziali sono la grande novità del 2021, in particolare da maggio, quando diventeranno un fattore di ranking a tutti gli effetti.

Leggi anche:

I segnali web essenziali verranno utilizzati per valutare la user experience del tuo sito web, combinando vecchi parametri come speed optimization e https, in nuovi quali:

  • LCP – visualizzazione elemento più grande
  • FID – tempo necessario per la prima interazione
  • CLS – stabilità del layout

Questo aggiornamento sembra che abbia uno scopo ben preciso: dare maggiore visibilità ai siti di qualità. Non a caso, è in fase di test una sorta di etichetta che dovrebbe indicare, nella SERP, quali siti rispettano i segnali web essenziali e quali no.

Iniziare dalla ricerca delle parole chive

Dopo aver presentato la situazione in cui un SEO specialist si trova a operare nel 2021, vorrei passare a un po’ di pratica.

Se ti stai chiedendo da dove iniziare a “Fare SEO” nel 2021, io ti consiglio di partire dalle parole chiave.

Durante le mie consulenze SEO io condivido sempre una mia strategia:

1 pagina una parola chiave.

In poche parole, consiglio di assegnare a ogni pagina una parola chiave principale.

Per tradurre nella pratica questa strategia, bisogna però trovare le giuste parole chiave.

A tal proposito, puoi leggere il mio articolo: Come trovare le parole chiave per il tuo sito | SEO fai da te #1

Rispettare la regola SEO numero 1: il buonsenso

Sono sempre più convinto che, se si usa il buonsenso, la SEO non è poi così difficile. Per prima cosa quindi, bisogna scrivere contenuti di qualità, inserirli in un buon sito e rispettare le regole SEO, almeno quelle più importanti.

Parlo per esempio di:

  • Ottimizzare Title
  • Ottimizzare description
  • Ottimizzare Headers
  • Utilizzare il protocollo https
  • Rispettare i segnali web essenziali

Leggi anche: Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)

Conclusioni sulla SEO nel 2021

Riassumendo quanto detto finora:

  1. Creare contenuti che parlino anche del Covid-19
  2. Puntare più sulla promozione del brand e l’aumento del traffico che sull’acquisizione di nuovi clienti nel breve termine
  3. Pensare la SEO come a un elemento del Marketing che non può essere indipendente
  4. Scrivere contenuti di grande qualità
  5. Vendere prodotti originali, unici e di qualità
  6. Selezionare con attenzione le parole chiave
  7. Tenere in grande considerazione l’intento di ricerca
  8. Assegnare a ogni pagina una parola chiave
  9. Rispettare le principali Regole SEO

Se hai domande, puoi chiedere la mia consulenza SEO.

Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa...

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