Categorie
SEO

Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)

In questo articolo presento 14 Regole SEO per indicizzare un sito e posizionarlo al meglio sui motori di ricerca. Si tratta di una sintetica guida SEO creata per i principianti, pertanto userò un linguaggio semplice e comprensibile, inserendo link di approfondimento per chi volesse documentarsi meglio sui vari argomenti trattati.

La SEO è uno strumento fondamentale per aumentare le visite del proprio sito, ed è in grado di far crescere il tuo business. Non è una strategia rivolta solo a webzine o blogger, ma anche a siti e-commerce, in quanto garantisce un traffico costante, di qualità e che non necessità di un investimento costante come avviene con Google Ads o Facebook Ads.

In poche parole, grazie alla SEO puoi fare in modo che un utente possa trovare i tuoi prodotti o servizi su Google, digitando ciò che cerca o anche effettuando una ricerca vocale.

Ovviamente non basta essere presenti (indicizzati) sui motori di ricerca, bisogna anche essere posizionati almeno in prima pagina, utilizzando strategie come quelle che illustro durante la mia consulenza SEO.

Questa guida, scritta nell’aprile del 2014, è stata aggiornata il 4 ottobre 2020.

Leggi anche “Cos’è la SEO? La guida sintetica per principianti“.

Di seguito le principali regole SEO:

1 – Content is the King: crea contenuti di qualità

“Content is the king” è una frase che avrai sentito sicuramente molto spesso, sia in ambito SEO che nel web marketing in generale. Infatti, se è vero che tutte le regole SEO hanno più o meno lo stesso valore, la qualità del contenuto è ritenuto il più importante fattore di ranking.

Leggi anche “I principali fattori di ranking dell’algoritmo di Google“.

Google ogni anno migliora gli algoritmi di ricerca per riuscire a riconoscere quali contenuti sono di qualità e quali no, per questo prima di concentrarti su tag title e description, devi comprendere che la qualità dei tuoi contenuti deve essere il vero punto di partenza.

Google è un motore di ricerca, e come è stato spesso dichiarato anche all’interno dei canali ufficiali, lo scopo primario del sito è fornire agli utenti risultati utili alle ricerche effettuate. A seguito dell’aggiornamento algoritmico del 1° agosto 2018, e dell’introduzione di Bert, avrai certamente notato che la SERP è cambiata. Oggi infatti Google, in prima pagina, non propone 10 risultati simili, ma 3-4 gruppi di pagine che rispondono a diversi intenti di ricerca.

2 – Una parola chiave per ogni pagina o articolo

Ogni articolo o pagina deve avere la sua parola chiave principale che deve comparire nei tag title, h1 e meta-description. Assicurati anche di non chiamare la pagina “home” o “index” (per esempio), e assicurati che non ci siano pagine con lo stesso nome: è una pratica sbagliata che danneggia notevolmente la SEO.

Se utilizzi WordPress, per ottimizzare title e meta-description puoi utilizzare Yoast o altri plugin simili.

Ho inserito questo punto in quanto, in passato, era pratica comune indicizzare una pagina per più parole chiave, per esempio:

  • Caraibi
  • Isole dei Caraibi
  • Isole dei Caraibi più belle

In passato, per queste 3 parole chiave era possibile creare un unico contenuto. Oggi invece, è molto probabile che ognuna di queste parole chiave preveda un intento di ricerca diverso.

3 – Individuare le parole chiave corrette

A quanto punto hai capito che ogni pagina necessita di una precisa parola chiave, ma come identificarla? Uno degli errori più comuni, infatti, è individuare le proprie parole chiave in abse alla propria esperienza: niente di più sbagliato. Le parole chiave si possono individuare un SEO tool.

Sul mercato ne esistono moltissimi e prevedono quasi tutti un costo mensile:

  • SEMrush
  • SEOzoom
  • SERanking

e molti altri ancora.

A parer mio, se il tuo scopo è individuare le parole chiave utilizzate dagli utenti, uno dei migliori è lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads. Un ottimo SEO tool, il mio preferito, anche se non è completamente gratuito

Per approfondire l’argomento puoi leggere i mio articolo: I migliori strumenti gratuiti per ricercare parole chiave.

4 – Inserire la parola chiave principale nel tag Title e nel Tag h1

Come ho già anticipato nei precedenti paragrafi, una volta individuata la parola chiave principale, le devi inserire nel tag title e nel tag H1. Molti SEO Specialist consigliano anche di non creare tag Title e H1 identici.

Oltre ad inserire la parola chiave in questi 2 tag, devi costruite il titolo con l’obiettivo sia di attirare il lettore quando compare nella SERP, sia di presentare adeguatamente il contenuto generale del testo.

Non cedere alla tentazione di creare titoli, che non rispecchiano pienamente il contenuto della pagina, solo per attirare più click. Questa pratica è sbagliata e un’alta frequenza di rimbalzo danneggerà il tuo posizionamento.

Ti segnalo inoltre che, al di là della parola chiave che scegli, l’algoritmo di Google potrebbe decidere di posizionarti con una simile, ma non la tua.

5 – Inserire la parola chiave principale nel tag meta-description

Anche se la “Meta description”, che compare nella SERP, può essere creata anche dall’algoritmo di Google, il mio consiglio è di ottimizzarla inserendo la parola chiave principale della pagina, così come hai fatto per il tag H1 e il tag Title.

Oltre ad inserire la parola chiave principale, puoi valutare di inserire parole chiave correlate o sinonimi, tieni inoltre presente che la meta description compare nella SERP e incide sul CTR.

6 – Stabilire l’intento di ricerca

L’intento di ricerca (search intent) è un concetto presente da sempre nello studio dell’algoritmo di Google, dall’aggiornamento del 1° agosto 2018 però, e successivamente dall’introduzione di Bert, definire l’intento di ricerca è divenuta una pratica imprescindibile.

L’intento di ricerca viene suddiviso in 4 macro-cateogire:

  • Intento Informazionale
  • Intento Transazionale
  • Intento Navigazionale
  • Intento “Indagine commerciale” o investigazionale

In alcuni casi, possono essere considerate come “Categorie” anche le ricerche locali (vedi “Local SEO“), o la ricerca di servizi/prodotti gratuiti. C’è poi chi ha ipotizzato anche che il “Covid-19” possa essere considerato come un intento di ricerca, in quanto oggi è quasi sempre presente nella SERP.

Per approfondire l’argomento ho creato questa guida SEO: Che cos’è l’intento di ricerca (search intent) per la SEO?

7 – Creare un outline (headers) corretto

L’outline, conosciuto anche con il nome di “Headers” è l’insieme dei tag “H”. La sua struttura è fondamentale per agevolare la lettura della pagina sia da parte dell’algoritmo di Google, sia da parte degli utenti. In genere l’outline viene costruito inserendo parole chiave correlate all’interno dei vari tag h2,h3 etc, ma questo non deve essere un mero esercizio tecnico. Il risultato finale, infatti, deve fornire una struttura del sito coerente con il significato generale della pagina intera e dei suoi vari paragrafi.

La realizzazione di un outline, o headers SEO friendly è considerato un fattore di ranking.

8 – Linkare tra di loro le pagine del sito (Linking interno)

Una pratica molto importante, in grado di incidere positivamente nella SEO, consiste nell’inserire link tra le varie pagine del sito al fine di collegarle, aumentando in questo modo il tempo trascorso sul sito dall’utente e le pagine visualizzate durante una singola sessione.

Le pagine, devono essere “Linkate” usando un principio di “Correlazione logica”. Se per esempio in un mio paragrafo parlo della Thailandia, al termine del paragrafo posso scrivere “Leggi anche cosa vedere in Thailandia”.

Riuscire a far inserire il link a pagine del tuo sito in altri, è un ottimo modo per scalare la SERP, soprattutto se si è presenti in siti autorevoli e molto visitati. Questa pratica, se seguita in modo corretto, si chiama “Link building“.

Oggi comparare “Backlink”, ovvero link da altri siti, è considerata da Google una pratica sbagliata, il “Link Building” deve quindi avvenire in maniera naturale e spontanea.

Per saperne di più, leggi anche:

10 – Ottimizzare le immagini secondo la SEO

Molte persone tendono a non ottimizzare il tag alt e ill titolo delle immagini, mentre altri lo fanno in maniera sbagliata, cercando anche di ingannare i motori di ricerca. Questi 2 elementi delle immagini vanno invece ottimizzati correttamente, inserendo parole che ne descrivano correttamente il contenuto.

Per approfondire l’argomento leggi anche “Ottimizzare le immagini su WordPress per migliorare la SEO“.

11 – Caricare la sitemap del sito su Google Search Console

Collega il tuo sito alla piattaforma gratuita di Google “Search Console”. Questo servizio è il modo migliore per capire come procede l’indicizzazione del sito sui motori di ricerca.

12 – Non copiare i propri contenuti

I tuoi contenuti devono essere assolutamente originali, non possono pertanto essere copiati da altri siti. Questo perché Google predilige contenuti che possano dare un valore aggiunto a chi naviga in rete, mentre un testo copiato non porta assolutamente niente di nuovo. Un tempo si pensava che copiare un contenuto potesse penalizzare una pagina o addirittura un sito, ma oggi si sa che non è così anche se bisogna fare una precisazione.

Pubblicare un testo copiato non comporta una penalizzazione, sempre che non ci si utilizzino tecniche “Black hat SEO“, ma di certo non si viene premiati per questo. In poche parole, è molto difficile, se non impossibile, finire in prima pagina con un testo copiato, pertanto, se vuoi raggiungere la prima pagina sui motori di ricerca, hai bisogno di testi originali.

13 – Monitorare gli aggiornamenti degli algoritmi di Google

I risultati mostrati nella SERP sono governati dall’algoritmo di Google, una sorta di intelligenza artificiale. Gli aggiornamenti e le implementazioni di tale algoritmo possono determinare la fortuna o il declino di un sito, che si traducono in un aumento o in un crollo del traffico. Lo studio e il monitoraggio dei “Google update” è fondamentale per avere un sito sempre aggiornato secondo le più moderne regole SEO.

Leggi anche “I più importanti aggiornamenti e algoritmi di Google dal ’97 ad oggi“.

14 – Ottimizzare la velocità di caricamento del sito (Speed Optimization)

La velocità di caricamento di un sito, soprattutto da mobile, è fondamentale per garantire una buona user experience. Segnalo inoltre che la velocità di caricamento è considerante da molti un “Fattore di ranking” (e uno dei più importanti) in quanto incide su molti SEO KPI, come per esempio la frequenza di rimbalzo (Bounce Rate).

15 – Ottimizzare la User Experience

Una delle più importanti novità del 2020 è l’introduzione di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google, il “Page experience“. Si tratta di un aggiornamento che è già possibile analizzare su Google Search Console ma di cui gli effetti sul posizionamento si vedranno solo dal 2021.

Per saperne di più sull’argomento puoi leggere:

  • Page experience: fattore di ranking e Google Algorithm Update
  • Cosa sono i Segnali Web Essenziali?

Analisi SEO per capire cosa non va nel tuo sito

Se hai problemi con la SEO, in particolare:

  • Il tuo sito perde traffico
  • Non riesci a posizionarti in prima pagina sui motori di ricerca
  • Ritieni di essere stato penalizzato da Google

Ti ricordo che puoi richiede la mia Analisi SEO.

Compilando l’apposito modulo, potrai fissare un appuntamento.

Di Stefano Gallon

SEO Specialist dal 2009, mi occupo dello sviluppo di strategie per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Appassionato di Politica e Influencer, che poi forse sono la stessa cosa...

3 risposte su “Le Principali Regole SEO (Guida per Principianti)”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.